Domande e negazioni in inglese: perché serve «do»
In italiano una domanda è un’affermazione con la voce che sale. In inglese no. Come funzionano do, does e did, quando non servono, e perché «I not like» non esiste.
L’intonazione non basta
In italiano una domanda sì/no ha le stesse parole di un’affermazione: mangi pesce la mattina diventa mangi pesce la mattina? solo alzando la voce alla fine. Per iscritto basta il punto interrogativo.
In inglese questa strada è chiusa. Una domanda deve cambiare forma: davanti al soggetto compare un ausiliare. Con la maggior parte dei verbi, al presente, quell’ausiliare è do.
Do you eat fish in the morning?
Mangi pesce la mattina?
You eat fish in the morning? esiste nel parlato, ma esprime sorpresa (davvero mangi pesce la mattina?), non è il modo normale di chiedere. Chi parla italiano la produce di continuo proprio perché nella sua lingua è la forma neutra.
Do, does, did
L’ausiliare cambia con il soggetto e con il tempo, e il verbo principale resta sempre alla forma base:
- do con I, you, we, they: Do you know my brother?
- does con he, she, it: Does she play chess?
- did al passato, con tutti: Did you go to university?
La regola che sfugge più spesso: la -s della terza persona e il passato si spostano sull’ausiliare. She plays diventa Does she play?, non Does she plays?. You went diventa Did you go?, non Did you went?. Ogni informazione si segna una volta sola.
Does she play chess?
Lei gioca a scacchi?
Did you have a happy childhood? Yes, I did.
Hai avuto un'infanzia felice? Sì, l'ho avuta.
Le negazioni seguono la stessa strada
In italiano la negazione è una parola sola, non, davanti al verbo: non mi piace, non lavora qui. Chi parla italiano tende quindi a scrivere I not like o she not works. In inglese anche la negazione passa per l’ausiliare, con not attaccato:
- I don’t like it, non mi piace;
- She doesn’t work here, lei non lavora qui;
- They didn’t buy tickets, non hanno comprato i biglietti.
Anche qui il verbo torna alla forma base: she doesn’t work, non she doesn’t works.
Le domande con la parola interrogativa
Con where, what, when, why, how l’ordine è: parola interrogativa, ausiliare, soggetto, verbo.
- Dove lavora?: Where does she work?
- Che cosa fai di solito il lunedì?: What do you usually do on Monday?
- Quando finisce il lavoro tua moglie?: When does your wife finish work?
L’italiano mette il soggetto dove vuole, spesso in fondo: quando finisce il lavoro tua moglie?. L’inglese no: il soggetto sta tra l’ausiliare e il verbo, sempre.
Frasi
Scrivila in inglese
Quando finisce il lavoro tua moglie?
Quando do non serve
Ci sono tre casi in cui l’ausiliare do non compare.
Con be. Il verbo be fa da sé: si inverte con il soggetto. Are you the new teacher?, Is he an engineer?, I’m not tired. Mai Do you be.
Con i verbi modali. Can, must, will, would, should si comportano come be: Can you swim?, I can’t swim, Would you like a coffee?
Quando la domanda è sul soggetto. Who called?, chi ha chiamato?, e non Who did call?. Se la parola interrogativa è il soggetto stesso, l’ordine resta quello dell’affermazione.
Le risposte brevi
In italiano si risponde sì o no, al massimo sì, mi piace. In inglese una risposta secca suona brusca, e la forma naturale riprende l’ausiliare della domanda:
- Do you like cheese? Yes, I do.
- Does he play well? No, he doesn’t.
- Did your sister graduate last summer? Yes, she did.
Lo stesso meccanismo produce le question tags, le codine alla fine della frase che in italiano sono un semplice vero? o no?: you work here, don’t you?, she didn’t call, did she?
Riepilogo
| In italiano | In inglese |
|---|---|
| Lavori qui? | Do you work here? |
| Lavora qui? | Does she work here? |
| Hai lavorato ieri? | Did you work yesterday? |
| Non lavoro | I don’t work |
| Dove lavora? | Where does she work? |
| Sei stanco? | Are you tired? (niente do con be) |
| Sai nuotare? | Can you swim? (niente do con i modali) |
| Chi ha chiamato? | Who called? (niente do se si chiede il soggetto) |
La regola è semplice e si spiega in una pagina. La difficoltà è un’altra: l’italiano ti suggerisce a ogni frase che la domanda è già fatta. Ci vuole un buon numero di domande scritte e dette, una dopo l’altra, prima che do arrivi da solo, senza doverci pensare.
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