Quante parole servono per parlare una lingua?

Meno di quanto temi per una conversazione, più di quanto ammettano le app per una vita vera nella lingua, e comunque il numero è la cosa sbagliata da contare. Cosa dicono gli studi sulla frequenza, e cosa lasciano fuori.

I numeri, senza abbellirli

In una lingua le parole non pesano tutte uguale. Poche centinaia fanno la maggior parte del lavoro in qualsiasi conversazione, e la coda delle parole rare è lunghissima. I ricercatori che contano queste cose, a partire dal linguista Paul Nation, arrivano a ordini di grandezza simili da una lingua all’altra:

  • il migliaio di famiglie di parole più frequenti copre circa tre quarti di quello che si dice tutti i giorni;
  • due o tremila bastano per la maggior parte di una conversazione o di un testo semplice, abbastanza per seguire e farsi capire;
  • intorno alle cinquemila, leggere un giornale o un romanzo qualsiasi smette di essere una lotta;
  • un adulto istruito conosce nella propria lingua tra le quindici e le ventimila famiglie di parole, e continua ad aggiungerne.

La lettura incoraggiante, quindi, è vera: una prima conversazione vera sta in poche centinaia di parole, scelte bene. Ed è vera anche quella scoraggiante: «una lingua in mille parole» basta per sopravvivere in viaggio, non per viverci.

Il vantaggio di chi parla italiano, e il suo rovescio

Con l’inglese chi parla italiano non parte da zero. Dopo la conquista normanna l’inglese ha assorbito una quantità enorme di parole francesi e latine, e molte arrivano dritte da radici che l’italiano conosce benissimo. Government, possible, important, justice, decision: migliaia di parole si leggono quasi senza sforzo. E poi ci sono gli anglicismi che l’italiano usa già ogni giorno, weekend, computer, email, shopping.

Ma guarda quali sono. Il lessico latino è soprattutto quello colto, amministrativo, astratto. Le parole più frequenti, quelle che reggono ogni frase, sono di origine germanica e non somigliano a niente di noto: be, have, go, get, take, the, with. Un italiano legge senza fatica the government announced an important decision e inciampa su I got up and went out. Il suo vantaggio sta nella coda, non nel cuore della lingua. E ha un rovescio: i falsi amici, actually, eventually, library, che somigliano a una parola italiana e vogliono dire altro. Anche gli anglicismi tradiscono: in inglese box non è il garage e smoking non è l’abito da sera.

Perché il conteggio inganna

Le cifre qui sopra contano famiglie di parole, cioè una parola base con tutto quello che ne deriva. In inglese una famiglia ha poche forme, ma le più frequenti sono proprio le più irregolari. Il verbo più comune della lingua è una sola voce nelle liste di frequenza, e le sue forme non hanno quasi niente in comune tra loro.

beessereverb
infinito: be · presente
personasingolareplurale
1.am—
2.are—
3.is—

Chi ha imparato mille parole nella forma del dizionario non «copre» tre quarti di un testo. Ne riconosce tre quarti, con fatica, e ne produce pochissimo, perché la forma imparata non è quella che serve quando parli. Le stesse mille parole, con le loro forme prodotte senza pensarci, sono tutt’altra cosa, e tra le due non c’è nessuna scorciatoia, se non produrre le forme.

L’altra cosa che il numero nasconde è quali parole. Mille parole prese da un frasario turistico e mille prese dalla vera lista di frequenza hanno in comune meno di quanto pensi. Le parole frequenti sono quasi tutte piccole e grigie: pronomi, preposizioni, be, have, go, want, le parole funzionali che tengono insieme la frase. Nessuno ci fa una flashcard, e ogni frase ne ha bisogno.

have

have

avere

verbo

We have some eggs.Abbiamo delle uova.

infinito: have · presente
personasingolareplurale
3.has—

Cosa deve farne un corso

Ne seguono due cose. Le parole devono arrivare in un ordine che rispetti la frequenza, così quelle di cui ogni frase ha bisogno vengono prima, e in qualsiasi momento quello che sai è una lingua che si può usare, non una collezione di nomi. E ogni parola va imparata con le sue forme, in frasi, perché le cifre di copertura diventano vere solo quando le forme sono automatiche.

Il corso fa entrambe le cose. Le parole arrivano lezione dopo lezione, ognuna con quelle che servono alla sua regola, e ogni parola porta con sé un’immagine, una voce, la traduzione e tutte le sue forme. Ogni forma è un elemento a sé nel calendario dei ripassi, con il suo livello. «Conoscere una parola» vuol dire quindi avere le sue forme sopra un certo livello, verificato in frasi che hai scritto tu, non averla vista passare su una carta.

2129/16

Frasi

Scrivila in inglese

Non siamo studenti, siamo insegnanti.

frase negativa con be, poi frase affermativa con be e lo stesso soggetto

We're not student, we are teachers.

Non proprio

  • we're
  • not
  • we
  • are
  • teachers

Tocca una parola segnata per vedere la grammatica e la carta della parola.

We're not students, we are teachers.

students: hai scritto «student» · Il plurale dei nomi, regolari e irregolari

Corretto anche:

we aren't students we are teachers

we are not students we are teachers

Quanto è costata questa risposta

RegolaIl plurale dei nomi, regolari e irregolari3 → 1

Una frase del corso, con una desinenza sbagliata nella risposta. Tocca la parola segnata.

La garanzia che il conteggio rende possibile

Siccome il corso sa esattamente quali parole ti ha insegnato, può promettere una cosa che nessun frasario promette: non incontrerai mai una parola che non hai imparato. I testi, i dialoghi e le frasi di una lezione sono costruiti solo con le parole che il corso ti ha già dato. Niente tirare a indovinare dal contesto, niente dizionario nell’altra mano, niente frasi capite a metà. Quando apri un testo lo sai leggere, e l’unica domanda è a che velocità.

È questo che dovrebbe voler dire un numero di parole, ed è l’unico che valga la pena di seguire. Non quante parole hai visto, ma quante potresti usare adesso, in tutte le loro forme, senza fermarti a pensare. Quel numero, e il livello di ogni parola che lo compone, puoi vederlo in qualsiasi momento.

Scarica l’appVedila in una lezione

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Comincia da una frase.

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