Perché scrivere la risposta batte la risposta multipla

Riconoscere una parola tra quattro opzioni e tirarla fuori da zero, a memoria, sono due abilità diverse. Solo una delle due serve a parlare. Ecco perché nel corso ogni esercizio consiste nello scrivere tu un’intera frase.

Due abilità diverse

Mostra a qualcuno quattro parole inglesi e chiedigli quale vuol dire «pane»: dopo averla vista una sola volta, quasi tutti trovano bread. Chiedi alla stessa persona, un’ora dopo, di dire «pane» in inglese senza niente sullo schermo, e la maggior parte fa scena muta. Nel frattempo non è stato dimenticato niente. I due esercizi misurano semplicemente due cose diverse: il primo il riconoscimento, il secondo il richiamo.

Parlare e scrivere sono richiamo. Quando vuoi dire I would like some bread non compare nessuna lista. La parola deve uscire da te, nella forma giusta, al posto giusto. Un’app che ti chiede solo di riconoscere allena l’abilità che non userai.

In Italia questo scarto lo conosciamo bene. Anni di test a crocette e di esercizi a completamento a scuola danno una comprensione scritta dignitosa, e una produzione che non tiene il passo. La parola la riconosci quando la leggi; non la trovi quando ti serve.

Perché il richiamo resta e il riconoscimento svanisce

Decenni di ricerca sulla memoria vanno nella stessa direzione: è lo sforzo di andare a ripescare un’informazione a consolidarla, e più lo sforzo è grande, più la traccia è solida. Riconoscere una tessera costa poco. Ritrovare una parola costa molto. Ritrovarla in mezzo a una frase, con la desinenza giusta, costa ancora di più, ed è proprio per questo che funziona.

C’è un secondo effetto. Con quattro opzioni puoi avere ragione per i motivi sbagliati: scarti le due risposte assurde e tiri a indovinare tra le altre. Una serie di risposte giuste può nascondere il fatto che non sapresti produrre nemmeno una di quelle parole. Scrivere elimina la scommessa. O la parola arriva, o non arriva, e lo scopri adesso invece che in mezzo a una conversazione.

Cosa mostra la scrittura e nasconde il tocco

Una frase scritta per intero mostra tutto insieme:

  • Il soggetto. C’è? In italiano piove e lavora stanno in piedi da soli; in inglese ci vogliono it e she.
  • Le desinenze. La -s di she works c’è? E il plurale?
  • Le parole piccole. Hai messo a davanti al mestiere, e niente davanti a coffee quando parli del caffè in generale?
  • L’ordine delle parole. La domanda comincia davvero con does o did, o l’hai affidata all’intonazione come in italiano?
  • Le forme irregolari. Went e non goed; children e non childs.
  • L’ortografia. La k muta di know, il gh di daughter: in italiano si scrive come si pronuncia, in inglese no, e l’orecchio non te lo segnalerebbe mai.
  • La parola stessa. Ti è venuta in mente, almeno?

Un esercizio a tessere può verificare uno di questi punti alla volta, e di solito verifica solo l’ultimo. Una frase li verifica tutti, negli stessi venti secondi.

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Frasi

Scrivila in inglese

Non siamo studenti, siamo insegnanti.

frase negativa con be, poi frase affermativa con be e lo stesso soggetto

We're not student, we are teachers.

Non proprio

  • we're
  • not
  • we
  • are
  • teachers

Tocca una parola segnata per vedere la grammatica e la carta della parola.

We're not students, we are teachers.

students: hai scritto «student» · Il plurale dei nomi, regolari e irregolari

Corretto anche:

we aren't students we are teachers

we are not students we are teachers

Quanto è costata questa risposta

RegolaIl plurale dei nomi, regolari e irregolari3 → 1

Una frase del corso, con una desinenza sbagliata nella risposta. Tocca la parola segnata.

Come funziona nel corso

Ogni esercizio è una frase in italiano che scrivi in inglese. La correzione legge ogni parola che hai scritto. Quando qualcosa non va, non si limita a un «sbagliato, riprova»: segna la parola che ha ceduto e indica la regola che c’è dietro, così la correzione diventa una lezione e non un verdetto.

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Frasi

Scrivila in inglese

È una penna.

Velocità

Siccome scrivi, la correzione deve essere generosa dove serve e severa dove conta. Ogni risposta valida viene accettata: un altro ordine delle parole, un sinonimo, una forma contratta come I’m al posto di I am. Ogni frase porta con sé tutte le sue formulazioni accettate. Una lettera scappata conta come giusta e ti viene solo segnalata come errore di battitura. Una desinenza sbagliata non conta mai, perché è lì che vive la grammatica.

E quando sbagli, l’errore è preciso. Abbassa il livello di quella parola o di quella regola, non quello della frase né quello della lezione. Quello che hai sbagliato torna presto; quello che hai azzeccato si allontana. È possibile solo perché la risposta l’hai scritta tu: un tocco dice all’app quale tessera hai scelto, una frase le dice cosa sai.

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Da leggere dopo

Comincia da una frase.

Scrivila, sbaglia, capisci perché. È tutto il metodo.

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